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lunedì 5 maggio 2008

Trieste, che esperienza!


Bellissima esperienza!
La gara è stata la ciliegina sulla torta di una trasferta veramente unica.
Nei giorni scorsi diverse persone ci prendevano per pazzi a fare tutti quei chilometri solo per fare una gara podistica e adesso posso affermare che ne è valsa, veramente, la pena. Il viaggio, effettivamente, molto lungo è volato, in quanto la compagnia non mancava (in 7 sul Wolkswagen multivan e 3 su una Passat),per cui tra una battuta e l’altra nel primo pomeriggio siamo arrivati a Trieste. Il tempo di scaricare le borse ed eravamo già in piazza Unità d’Italia a farci una birretta sotto il sole, per poi recarci al villaggio Maratona dove abbiamo posato per le foto di rito con l’assessore, per il quotidiano locale “Il Piccolo”(Manco fossimo noi, i Keniani!). Tra un giro sulle giostre e un paio di Prosecchi come aperitivo (Non ci siamo fatti mancare niente!) siamo arrivati alla cena non propriamente d’atleti, innaffiata da un buon vinello locale. Dopo un paio di birre al pub, il meritato riposo.
Gli effetti della preparazione alla gara gli abbiamo sentiti la mattina, quando alzati dal letto, l’ultima cosa che ci andava di fare era proprio correre. Comunque l’aria frizzantina ci ha aiutato e nonostante i postumi della sera prima, la voglia di gareggiare ci è tornata immediatamente. I bus navetta ci hanno accompagnato alla partenza di Duino, dove abbiamo atteso il passaggio della testa della maratona e indovinate un po’ da chi era formato il gruppo dei primi?!... Facile!... Da 5 keniani.
Allo sparo, prima di passare sotto lo striscione di partenza saranno passati quasi 2 minuti per cui per sapere con esattezza i nostri tempi tocca aspettare che pubblichino la classifica con il real-time. Partenza cauta per capire il mio stato di forma che è tornato ottimale dopo la prima sudata con cui ho espulso tutte le tossine accumulate il giorno prima. L’atmosfera molto festosa con orchestrine che suonavano lungo il tragitto mi ha ringalluzzito e dopo aver percorso il 1°km a 5’25”, ho raggiunto, in progressione, un ritmo abbastanza sostenuto che mi ha permesso di guadagnare diverse posizioni e godermi il paesaggio stupendo della costa triestina. Il percorso, quasi totalmente, in leggera discesa mi ha fatto risparmiare diverse energie, forse a discapito delle articolazioni che sono state sollecitate notevolmente, fatto sta che gli ultimi chilometri mi sono permesso il lusso di percorrerli al fianco della leader della maratona femminile inquadrato costantemente dalla telecamera montata sulla moto e seguiti dall’elicottero con la moto della Polizia che ci faceva strada. L’ho mollata solamente agli ultimi 500 metri dopo aver percorso un paio di chilometri intorno ai 4’05”. Sotto lo striscione di arrivo ho bloccato il mio cronometro a 1h.35’29”, un paio di minuti dopo il mio amico Emi super triatleta che ha corso in preparazione dell’ Iron man. Gli altri miei compagni di avventura ci hanno raggiunti una decina di minuti più tardi chiudendo tutti quanti, comunque, sotto le due ore(Sarà stato merito del pre-gara del giorno prima!).
Distrutti e felici, dopo una meritata doccia, ci siamo preparati al rientro verso Roma avendo il “piacere” di vivere l’esperienza della famigerata barriera di Mestre (2 ore fermi!).
Chianina d’obbligo dalle parti di Arezzo ed intorno a mezzanotte, Marco dopo avermi recuperato sulla Salaria (Lo ringrazio pubblicamente!) mi ha accompagnato a casa.

14 commenti:

Cristina ha detto...

Bravo Micio! W il turismo sportivo!

Marco ha detto...

Ma la chianina per il sottoscritto?
La prox volta sulla salaria ti lascio lavorare...

SPAGHETTO... ha detto...

buon tempo....un saluto sa spaghetto!!!

Master Runners ha detto...

Il bello di queste "gite" è la compagnia e il ricordo che ti rimane nel tempo!
Bella Micio, e bel tempo che hai fatto!
Complimenti!

Francarun ha detto...

Ma la chianina non si mangia in Toscana????
Complimenti !

MICIO ha detto...

Francarun da buona toscana difende la paternità della sua chianina...Però, la devo, simpaticamente, riprendere dato che nel post, specifico che l'abbiamo mangiata dalle parti di Arezzo. Per la precisione a Monte San Savino. Avrà modo di vendicarsi in quanto i miei commenti sono sempre pieni di errori.
Con l'occasione ne approfitto per ringraziare tutti gli amici per i complimenti ricevuti!

Francarun ha detto...

Scusa micio ma hai ragione te ho letto male, comunque la chianina è Toscana e ci tengo a difendere questa nostra prelibatezza...!!!
Avete mangiato solo la chianina?
se venite dalle parti di Pistoia fatemelo sapere...!
Ciao Francarun. :-)

Marco ha detto...

Bisogna aprire un post dedicato alle prelibatezze culinarie tipiche di ogni regione!
A Francarun lasciamo volentieri il compito di documentarci sulla cucina Toscana. Aspettiamo indicazione anche sui locali dove andare a gustare le prelibatezze del caso...
Può essere una bella idea..."ANCHE I RUNNERS MANGIANO!"

Master Runners ha detto...

A me dalle parti di Arezzo m'hanno sempre consigliato la ciccia di Mozzicone (non mi ricordo se si scrive così)
Lo conscete?

MICIO ha detto...

Oh ragazzi... calma! E' bastato il commento di un paio di ragazze ed è diventato il post più visitato del mondo!

Francarun ha detto...

Vi manderò delle ricettine toscane, che vi garberanno...!!!
Di sicuro, domani intanto vi darò la ricetta dei biscotti di Prato !
Poi vi darò alcuni indirizzi dove si mangia davvero bene sia il pesce che la carne.
Bonappetito...!!!!
Siete simpatici. :-)

Francarun ha detto...

la ciccia di mozzicone io un l'ho mai sentita rammentare, forse da quelle parti si dice così, mi sà di bruciaticcio, tipo mozzicone di sigaretta, mah sarà...!!!
Scusate la dialettica ma sul mio blog scrivo come parlo...!

Marco ha detto...

Non la ciccia di mozzicone, ma l'Ombelico di Mozzicone, che è una pasta a forma di ombelico appunto con pancetta, pomodoro ed altro, boh
Ao comunque m'avete fatto venì fame...ve possino!

Furio ha detto...

Vero Micio, le zingarate turistiche sono un gran divertimento; non ne ho fatte ancora moltissime purtroppo, ma ogni qual vuota capita e una gran giornata e son dei gran bei ricordi.